La Riforma della Pensione

Data Creazione: Giovedì, 16 Febbraio 2012 Mercoledì, 04 Aprile 2012

Riforma Fornero dicembre 2011

Finalmente nel 2011 e’ stata fatta la Riforma delle Pensioni !!!!
Da quando ho iniziato a lavorare nel 1991, ogni anno ho sentito tuonare sui giornali le stesse parole: “Il sistema previdenziale non si regge, è necessaria una riforma”. Cosi è stato, partendo dalla famosa Riforma Amato del 1992 che iniziava ad intaccare leggermente l’importo della pensione, per passare dalla Riforma Dini che sancì un passaggio epocale introducendo il calcolo contributivo per la determinazione dell’importo della pensione in affiancamento/sostituzione al calcolo retributivo. Poi fu la volta delle Riforme Maroni, Prodi e successivamente Sacconi per il differimento della età pensionabile. Infine arriviamo alla Riforma Fornero del 2011, anno in cui l’Italia diventa uno dei paesi con il Sistema Previdenziale più evoluto ed osservato del mondo ! I principi guida concordati in sede comunitaria (validi per tutti i paesi), in relazione alla previdenza sono i seguenti : Adeguatezza, Sostenibilità e Modernità.


L’Adeguatezza significa strutturare il sistema n modo tale da garantire agli anziani un trattamento adeguato allo standard di vita precedente e garantire la solidarietà tra le generazioni.
La Sostenibilità si definisce ovviamente in modo tale che nel lungo periodo il sistema si possa mantenere (la famosa gobba previdenziale).
La Modernità riguarda, invece, rendere il sistema trasparente, "assicurare" la parità tra uomo e donna ecc….
Ovviamente le necessità delle Riforme si evidenzia nella nostra Piramide Demografica attuale (vedi la evoluzione dal 1901 al 2001), e nelle proiezioni non troppo ottimistiche rispetto al futuro demografico del nostro paese con evidenti implicazioni negative (pochi lavoratori, tanti pensionati), sulla Sostenibilità del sistema. Ovviamente il tutto è dovuto alla forte riduzione della natalità in Italia (grafico, considerate che il livello per garantire la stabilità è 2 figli per donna).
Vediamo ora quali sono i punti essenziali della Riforma effettuata :
Introduzione del sistema contributivo pro-rata per tutti ed eliminazione di fatto delle pensioni di anzianità. La portata del passaggio al contributivo ha un evidente valore simbolico in quanto determina la fine del sistema retributivo puro, ma dal punto di vista dei conti o dell’impatto sui pensionandi è praticamente irrilevante.
Dal 1 Gennaio 2012, le nuove prestazioni pensionistiche quindi si dividono in :


-    Pensione di Vecchiaia
-    Pensione Anticipata

Pensione di Vecchiaia : Per tutti, la pensione di Vecchiaia verrà erogata a partire da 66 anni, più gli incrementi che verranno stabiliti ogni due anni in base all’aumento della vita media a 65 anni calcolata dall'ISTA. (Per le donne sarà graduale l’innalzamento dai 60 fino ad arrivare a regime nel 2018).
Requisiti per godere della pensione di Vecchiaia sono :
-    almeno 20 anni di contributi, a patto che la pensione sia > 1,5 volte l’assegno sociale se si è iniziato a lavorare dopo il 1996, soglia che non viene applicata al raggiungimento dei 70 anni, purchè in presenza di almeno 5 anni di contributi.
-    Almeno 15 anni di contributi se, chi è nel sistema misto o contributivo pro-quota opta per il calcolo integralmente con il sistema contributivo.
Pensione Anticipata, requisiti :
-    42 anni e 1 mese – se uomini
-    41 anni e 1 mese – se donne
-    Entrambi i requisiti vengono incrementati di  1 mese nel 2013 e 1 mese nel 2014 e successivamente adeguati al pari di tutti gli altri requisiti di età anagrafica.
La penalizzazione riguarda il fatto che la quota di pensione maturata prima del 2012 viene ridotta percentualmente dell’1% per ogni anno di anticipo rispetto ai 62 anni e del 2% per ogni anno di anticipo rispetto ai 60 anni. (In caso di mesi la riduzione è frazionaria). Questa penalizzazione è stata mitigata dal Milleproroghe a Gennaio, stabilendo che tale penalizzazione è esclusa per tutti coloro che maturano i requisiti entro il 31/12/2017. Inoltre per tutti gli "esodati" (coloro che si sono licenziati accettando incentivi per andare in pensione entro i successivi due anni, non verrà applicata la Riforma Fornero, a patto che si siano licenziati entro il 31 dicembre 2011).
In alternativa, comma 11, solo per chi ha iniziato a versare dal 01/01/1996, previa interruzione del rapporto di lavoro, è valido un ulteriore requisito di vecchiaia anticipata :
-    63 anni di età (incrementati)
-    20 anni di contributi
-    Pensione maggiore o uguale a 2,8 volte l’assegno sociale ( a oggi 1.168 euro mensili)
Questo per garantire una maggiore equità intergenerazionale (età di pensionamento).

Quando andremo in pensione quindi ? Donne e uomini, fonte il Corriere della Sera del 12 dicembre 2011.
Un’ultimo elemento importante è dato dalla richiesta del governo a tutti gli altri enti pensionistici e casse, Medici (fortissimamente critica la loro situazione), Commercialisti, Consulenti del Lavoro, Avvocati ecc… di fornire entro il 30 Sett 2012 un piano di sostenibilità a 50 anni (comma 24) e della armonizzazione dei requisiti pensionistici entro il 30 Giu 2012. Inoltre sono da segnalare gli aumenti contributivi a carico di artigiani e commercianti (24% a regimenel 2018, passando attraverso incrementi dello 0.4% annuo), di coltivatori diretti, mezzadri e coloni ecc. Per concludere quindi, questa Riforma ci porta ad avere un sistema fortemente sostenibile, ma con un livello di adeguatezza forse discutibile. Inoltre gli adeguamenti  biennali dell’età pensionabile varranno solamente in incremento e non in decremento. Un aspetto sicuramente positivo è dato dal fatto che possiamo essere sufficientemente tranquilli che il Sistema Pensionistico italiano, non subirà ulteriori interventi per un periodo ragionevolmente lungo, permettendoci di trovare la nostra giusta dimensione nella pianificazione di un futuro pensionistico in grado di permetterci di vivere godendo dei frutti del nostro lavoro.
Se volete vedere l’impatto della riforma sul “quando” andrete in pensione cosa significa per voi questa riforma, potete collegarvi al pensionometro del Corriere della Sera costruito in collaborazione con Progetica (ricordate di inserire l'età di inizio lavoro tenendo conto degli anni pieni di contribuzione).
Oggi abbiamo visto l’impatto della Riforma sul “quando” andremo in pensione. Nel prossimo articolo parleremo di “quanto” prenderemo di pensione e dei rischi e delle opportunità legate al calcolo della nostra futura pensione e di come poterLa pianificare correttamente.

Esprimi la tua opinione e per qualsiasi informazione contattami, sarò lieto di conoscerti e parlare con te.

  • CATEGORIA: Previdenza
  • Tags: 2011 Contributivo Pensione Retributivo
  • Visite: 225924
  • Vota:
    4.5/5 di voti (4 voti)